Protagonisti

Il progetto Cucina Anima Design ha promosso l’ingegno e la creatività delle cucine italiane nel mondo incontrando ospiti e testimonial d’eccezione, veri e propri ambasciatori del Made in Italy. Le loro parole, la loro presenza e la loro capacità hanno reso gli eventi internazionali un angolo d’Italia in cui lo stile diventa l’espressione di un saper fare. La tecnologia si può comprare. Il design si può copiare. Ma non la storia. Non l’eredità. Non il talento di vedere oltre. Queste le loro testimonianze.

Giovanni Anzani

Giovanni Anzani

Le cucine non sono solo un laboratorio in cui cucinare, ma un luogo in cui vivere. Un luogo che è teatro di creatività ed emozioni

Nato a Inverigo nel 1948, prende in mano l’azienda di famiglia a soli 21 anni. Poliform , di cui è amministratore delegato, è presente in 77 paesi del mondo, con 800 punti di vendita e 65 flagship store monomarca. Giovanni Anzani è vice Presidente di Federlegno Arredo e Presidente di Assarredo.

Roberto Snaidero

Roberto Snaidero

Il grande lavoro di promozione che Federlegno Arredo sta svolgendo attraverso il progetto “Cucina, Anima, Design. L’Italia che vive” va nella direzione di un rilancio a livello globale dei valori e dell’artigianalità italiani. Il nostro “saper fare”, grazie al quale da decenni realizziamo prodotti di altissima qualità e all’avanguardia da un punto di vista tecnologico, deve essere comunicato e spinto sul mercato estero.

Claudio Luti

Claudio Luti

Gli imprenditori italiani sono più bravi perché sanno dialogare con tutti i creativi del mondo. Quindi non c’è uno stile italiano, c’è un modo di fare impresa italiano

Nato a Milano nel 1946, è Presidente di Kartell e di Cosmit. Tra i numerosi riconoscimenti riceve dal Presidente della Repubblica il “Premio Leonardo Qualità Italia 2011”, per aver rappresentato al meglio l’eccellenza italiana e promosso l’immagine del Paese nel mondo.

Ferruccio Laviani

Ferruccio Laviani

Le aziende italiane sono il prolungamento delle botteghe artigiane del Rinascimento

In Italia anche nelle aziende più grandi esiste un substrato di piccoli artigiani: la loro presenza dona alle cucine italiane una qualità che le differenzia da qualsiasi altro prodotto industriale

Le aziende italiane, oltre al loro know how, possono esportare all’estero anche un certo tipo di gusto, di sensibilità nei confronti del design, inteso come la perfetta unione tra tecnologia e creatività

Forma, Funzione, Know How e Tecnologia: questi quattro elementi rendono le cucine italiane un prodotto che tutto il mondo ci invidia

Nato a Cremona nel 1960, si laurea contemporaneamente in Architettura e in Design al Politecnico di Milano. Sono numerosissimi i marchi con cui ha collaborato, altrettanti quelli di cui è stato Art Director: Kartell, Foscarini, Flos, Gruppo Molteni, Dolce&Gabbana, Cassina, Boffi, solo per citare i più famosi.

Dima Loginoff

Dima Loginoff

“L’unicità del design italiano nasce prima di tutto dalla natura delle sue aziende: che siano grandi o piccole, nella maggior parte dei casi sono a conduzione famigliare. Per questo l’azienda non rappresenta solo il luogo di lavoro. Il loro business corrisponde alla loro passione, alla loro vita”

A 36 anni è una delle stelle nascenti del design internazionale secondo il rinomato magazine Interni. Da Mosca, dove risiede, ha lavorato per i marchi più prestigiosi e vinto numerosi premi, oltre a comparire sulle pagine più patinate della stampa di settore e non solo.

Claudio Silvestrin

Claudio Silvestrin

Nel progettare una cucina la convivialità e la comunicazione tra le persone non sono solo un aspetto a cui pensare: sono la priorità sulla quale basare il resto del lavoro

Per noi è importante che sia tutto perfetto. E la perfezione è garantita solo dagli artigiani italiani/ We want things to be absolutely perfect. So the only hope to achieve the perfection is to use italian artisans

Michelangelo, Leonardo e più tardi Palladio, hanno influenzato così tanto l’estetica e la percezione del bello e dello stile in Italia, che sono entrati in qualche modo a far parte del loro DNA

Quando propongo le mie idee agli artigiani italiani mi trovo di fronte persone ambiziose, entusiaste per la sfida di fare cose nuove, di fare più che una cucina, una scultura

Architetto e designer italiano naturalizzato britannico. Dopo gli studi a Milano, si trasferisce a Londra dove nel 1989 fonda la Claudio Silvestrin Architects. E’ considerato uno dei maestri del minimalismo contemporaneo.

Adam Tihany

Adam Tihany

Anche di fronte al progetto più ambizioso, in un’azienda cuciniera italiana ci sarà sempre un artigiano che ti dirà: Possiamo farcela. Ripassa domani
In Italia tutto ciò che studi, tutto ciò che assorbi, che vedi, che tocchi, ha a che fare con il design

Contrariamente alle credenze romantiche, l’Italia è una delle nazioni più all’avanguardia del mondo. Il motivo? La curiosità italiana

Quando costruisci un edificio che necessita di centinaia di cucine al suo interno, e c’è chi si chiede quale scegliere, la risposta è una soltanto: una cucina Italiana

Gli italiani danno alle cucine il sentimento, non è solo una questione di praticità. Qualche volta non è la superficie che pulisci al meglio quella di cui sei innamorato

Nato in Transilvania e cresciuto in Israele, studia architettura al Politecnico di Milano sotto la guida di Joe Colombo. Specializzato nel design di ristoranti, secondo il New York Times è uno dei più grandi interior designeri d’America.

Philippe Daverio

Philippe Daverio

Loro non vendono un apparecchio per far da mangiare, loro vendono un modo di vivere intorno al far da mangiare

In Italia esistono quattro “F”: Food, Forniture, Fashion e Ferrari

Critico d’arte, giornalista, conduttore televisivo e docente francese naturalizzato italiano. Il suo amore per l’Arte, specialmente per le avanguardie storiche di inizio secolo, si riflette nel suo raffinato guardaroba dominato da tinte accese, abbinamenti squisiti e forti contrasti.

Fern Mallis

Fern Mallis

“Qualcuno pensa che attualmente le cucine tedesche siano quelle fatte meglio, ma chi vuole cucinare del cibo tedesco? Il tuo cibo sarà sicuramente più gustoso, se è cucinato in una cucina italiana/ Some people think german kitchens are actually the best made kitchens, but who wants cook some german food? Your food will definitely taste better when it is cooked in an italian kitchen”

Nata a Brooklyn nel 1948, è stata la prima a lanciare nel 1993 la New York Fashion Week, in qualità di Direttore Esecutivo del Council of Fashion Designers of America (CFDA), carica che ha ricoperto per 10 anni. Attualmente divide il suo tempo tra la frenesia dei numerosissimi impegni nel mondo del fashion e la tranquillità del suo cottage negli Hamptons.

Giorgio Locatelli

Giorgio Locatelli

La gente si sente italiana quando cucina italiano/ People feel Italian when they cook Italian

Nato da una famiglia di cuochi a Corgeno, nel Nord Italia, nel 1986 Giorgio Locatelli approda a Londra, per entrare nella cucina di Anton Eldelmann al Savoy. Il clima britannico gli ricorda quello delle sue terre e decide di trasferirsi. Oggi la sua Locanda Locatelli in Seymour Street è considerata uno dei migliori ristoranti di tutta l’Inghilterra.

Natasha Stefanenko

Natasha Stefanenko

“La cucina è il mio posto preferito, perché lì con la mia famiglia parliamo, ridiamo, ci confidiamo, accogliamo gli amici. Per me la cucina è il posto dove ti senti più protetto”

Figlia di un ingegnere nucleare, aspetta la laurea in ingegneria metallurgica prima di intraprendere la carriera di modella. Approdata in Italia nel 1999 sposa un ex modello e imprenditore italiano, dividendo la sua carriera televisiva e cinematografica tra il belpaese e la madrepatria.

Gianluca Vialli

Gianluca Vialli

La domenica a pranzo mi piace mangiare in cucina con le bambine e con mia moglie, magari un bel piatto di lasagne. In queste occasioni mi sento il re della cucina

Sia che si parli di calcio o di cucine, il mio consiglio è: “Qualsiasi cosa tu scelga di fare, fallo con passione, altrimenti diventa un lavoro

Calciatore prima e allenatore e commentatore poi, Gianluca viene chiamato al Chelsea nel 98: è amore a prima vista sia con Londra, che con la squadra: la prima diventa la sua attuale città di residenza, mentre la seconda lo trasforma nell’allenatore più vincente della storia del club fino a quel momento.

Maurizio Forte

Maurizio Forte

“La cucina è l’anima della nostra casa perché è l’anima della nostra vita. E quando una cosa è l’anima della nostra vita diventa amore. E l’amore è contagioso”

Nato nel 1963, dopo la Direzione dell’Agenzia ICE di Shangai, è ora direttore dell’Ufficio di Mosca. L’Agenzia che dirige si occupa di promuovere all’estero e internazionalizzare le imprese italiane.

Jun Trinh

Jun Trinh

Se hai passione e insegui qualunque cosa tu voglia fare, troverai la strada per fare ciò che vuoi al meglio. Questa è davvero la cosa più importante oltre alla creatività.

Tiziano Vudafieri

Tiziano Vudafieri

C’è una qualità che è del saper fare italiano che è interpretare i prodotti. Il Made in Italy è un valore vero e la differenza è proprio la creatività della manifattura più che la creatività del design. Questa è la forza.

Nato a Castelfranco Veneto nel 1958, si laurea nel 1985 a Venezia. Dal 1986 al 1994 lavora a Milano come capo progetto, consulente e socio dello studio di design Sottsass Associati e dello studio Cibic, collaborando a una serie di progetti architettonici e di design sia in Europa che negli Stati Uniti. Nel 1994 costituisce la sua società, Studio Vudafieri, che diventerà nel 2000 Vudafieri Saverino Partners.